L'aborto tardivo e i problemi irrisolti della legge 194
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Sanità 24 - Il Sole 24 Ore

L'aborto tardivo e i problemi irrisolti della legge 194

L'analisi del professor De Curtis sulle nuove problematiche bioetiche dovute al miglioramento delle conoscenze mediche che hanno permesso di abbassare la soglia di sopravvivenza dei nati pretermine a 22 settimane

Nel 1978 quando fu introdotta la legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza la soglia di sopravvivenza dei neonati prematuri era a 24-25 settimane di età gestazionale. Oggi, grazie al miglioramento delle conoscenze mediche e delle tecnologie, questa soglia si è progressivamente abbassata a 22 settimane. Questo cambiamento ci impone nuove problematiche bioetiche di difficile soluzione. 

La legge 194, infatti, prevede all'articolo 6 che “l'interruzione volontaria della gravidanza può essere praticata dopo i primi 90 giorni: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”.

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