Dilemmi sull'accanimento terapeutico in Neonatologia
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Dilemmi sull'accanimento terapeutico in Neonatologia

Considerazioni etiche e giuridiche. L'articolo scritto del professor De Curtis e dal Professor Nicolussi in prima pagina del mensile della Società Italiana di Neonatologia

1. Grazie alle migliori conoscenze mediche ed allo sviluppo di tecnologie particolarmente sofisticate si è assistito negli ultimi decenni ad un aumento significativo della sopravvivenza dei neonati ed anche di quelli affetti da gravi malattie per i quali fino a pochi anni fa non c’era alcuna cura e speranza. In particolare si è avuto un progressivo miglioramento della prognosi con la conseguenza che la soglia di sopravvivenza si è progressivamente abbassata ed ha raggiunto oggi la 22° settimana. I neonati estremamente pretermine (ELBW), che sono quelli con peso alla nascita <1000 grammi, non hanno avuto il tempo di completare lo sviluppo anatomico e funzionale di molti organi e vanno inevitabilmente incontro ad una serie di malattie che possono essere mortali o possono compromettere la prognosi a breve ed a lungo termine.

Particolarmente temibili sono gli esiti neurologici che sono tanto più frequenti quanto più spesso questi neonati presentano nel periodo neonatale una serie di gravi complicanze neurologiche (emorragia cerebrale, idrocefalo, leucomalacia periventricolare, ecc.). La decisione che si deve prendere sull’inizio delle cure ed eventualmente quella sulla successiva sospensione dell’assistenza intensiva nei nati estremamente pretermine è un argomento particolarmente complesso e difficilmente inquadrabile in regole predeterminate.

Sicuramente la sala parto non rappresenta quindi una sede opportuna per decidere l’interruzione delle cure. Dovrebbe essere fatto ogni sforzo per iniziare la rianimazione alla nascita su tutti i neonati, anche quelli molto pretermine che presentino segni di vita. Un tale approccio consente una migliore valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva, delle possibilità di sopravvivenza; permette di discutere il caso in maniera approfondita e dà la possibilità di rendere partecipi e consapevoli i genitori di quanto avviene e di quel che può verificarsi.

2. Dal punto di vista giuridico, l’approccio assistenziale sembra coerente col fatto che per lo più tali ipotesi presentano i caratteri delle situazioni di urgenza o emergenza, ora previste dall’art. 1, co. 7 della legge n. 219/2017 (norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento). Benché la norma, come peraltro la restante parte della legge, non ha preso specificamente in considerazione la difficile e molto peculiare problematica neonatologica, può ben essere estesa, per quanto compatibile, anche alle situazioni neonatologiche.

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